Stio

Il Comune di Stio si trova nell'entroterra collinare del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e fa parte della Comunità Montana Calore Salernitano.

Secondo alcuni storici, il nome Stio deriva dalla parola latina aestivus, nel senso di transumanza dei pascoli estivi, secondo altri dal latino ostium, ovvero porta, porta del Cilento.

Il borgo di Stio ha origine intorno all'anno mille quando, sulla collina che ora ospita il centro urbano, si formarono vari insediamenti di pastori. Stio fu il paese dei pastori, dei mercanti e della Fiera della Croce, il grande evento che vedeva affluire mercanti genovesi, napoletani, toscani, francesi, olandesi ecc.

Frazione di Stio è Gorga.

La veduta panoramica del paese, davvero caratteristica, ricorda molto quella di un grazioso presepe.

Davvero particolare è il centro storico dove, lungo l'antico selciato, le abitazioni dei contadini s'intrecciano con le case dei signori dai grandi portali di pietra.
 

     


A circa 5 Km dal centro del paese, proseguendo lungo la strada provinciale in direzione Laurino, si giunge, attraverso una vegetazione folta e sentieri sterrati, alla cosiddetta valle dei Mulini: qui, lungo un caratteristico fiume, è possibile ammirare i ruderi (alcuni risalenti al 1300) di antichi mulini ad acqua. Il fiume, in alcune zone, forma delle conche simili a fredde piscine naturali: tra queste, davvero particolare è il cosiddetto Puzzo re Rafaili, a valle di un paesaggio naturale e selvaggio caratterizzato da scale in legno e tavoli con sedie di pietra.

 

  

 

Famosa è la Fiera della Croce che si svolge ad inizi settembre durante la quale c'è anche la sagra della capra bollita, che consente di gustare questa particolare specialità culinaria.


Nel mese di novembre c'è la Festa della castagna che consente di gustare preparazioni tipiche locali (miele, dolci) a base di castagne.


Altrettanto molto conosciuta è la Sagra dei piatti poveri del Cilento che si svolge, generalmente, nella terza decade di agosto. In essa si possono gustare tipici piatti cilentani, preparati con i semplici prodotti della terra, tra i quali vi sono foglie e patane cu' lu vicci (foglie di barbabietola, patate lesse, aglio, olio e peperoncino), ma soprattutto i cosiddetti Ciccimmaretati, un primo piatto a base di ceci, fagioli, lenticchie, grano, granturco, sale, olio e peperoncino. Quest'ultimo è senz'altro il piatto più famoso della sagra tanto è vero che essa viene spesso indicata come Sagra dei Ciccimmaretati.


 (Notizie tratte da Wikipedia)

 

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